Conoscere Archimede (& Co.)
Oggi chiedendo a mio figlio cosa di nuovo ha fatto a scuola, scopro che hanno affrontato in fisica il principio di Archimede.
Bene, gli dico, lo hai capito? Cosa mi sai dire?
E lui: “Che un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso…”
“Ok, ok, ma a parte la bella filastrocca imparata a memoria? Hai capito cosa avviene? Ad esempio a questo bicchiere che abbiamo, se lo immergiamo nell’acqua?
Ecco, mi sapresti dire se:
A: Affonda o resta a galla?
B: Se resta a galla, fino a che altezza affonda nell’acqua?
C: Ed eventualmente quanta acqua dobbiamo versarci dentro per farlo affondare?”
“Mah…, boh…. No… Non saprei…”
Ecco, ma quanto è piacevole e divertente far si che un qualcosa che sembra solo teorico per tuo figlio, quindi abbastanza noioso e apparentemente inutile, trasformarlo come per magia in un fenomeno tangibile?
E così, prese le misure del bicchiere (perfettamente cilindrico) e dandogli una mano (più di una…), ha trovato le risposte, corrette, a tutte le domande.
E che bello dopo aver trovato i numeri, sperimentare che la realtà gli si abbinava alla perfezione; messo un segno sul bicchiere in base al conto fatto, vedere che messo in acqua affondava esattamente fin lì…
Poi messo un altro segno all’interno, vedere che appena ci si versava lentamente acqua dentro fino a raggiungere questo secondo segno, era esattamente quanto bastava per mandarlo a fondo.
La soddisfazione e capacità di governare e prevedere fenomeni, come per magia, prima che questi accadano, grazie a quanto imparato! Ma con la consapevolezza per lui che non si trattava di magia, ma prendere coscienza che le nozioni che si imparano a scuola, soprattutto nell’ambito della tecnica (come possono essere la fisica, la geometria, la matematica) non sono solo aride regole e non servono solo a prendere un bel voto, ma anche, e soprattutto, nella vita e nelle azioni di tutti i giorni.
A carattere generale…:
A prescindere da quello che riesce a fare la scuola, non deleghiamo solo ed esclusivamente ad essa l’insegnamento, dato che tra l’altro, in pochi casi riesce a motivare e stimolare i ragazzi. Quando li abbiamo a casa facciamo del nostro, non limitandoci ai consueti banali e assillanti “Hai studiato? Hai fatto i compiti”, ma piuttosto interessiamoci, partecipiamo, interagiamo con loro, per metterci del nostro e almeno noi provare ad accendere una scintilla!
Naturalmente non per dovere, ma per piacere, sono i nostri figli.
Concludo, tornando all’esperimento di cui sopra, per quei pochi appassionati che vogliono provare, visto quanto è semplice metterlo in pratica, come occasione di approfondimento del principio, se qualcuno vuole i nostri numeri di partenza (anche se il bello è appunto metterlo in pratica e vederlo “avverare”, con i ragazzi), questi sono:
ø est. : 55mm
ø int. : 50mm
H est. : 140mm
Spess. fondo: 15mm
Peso: 200 gr
Buon divertimento! 😉
p.s. il bicchiere è cilindrico, in foto inganna la prospettiva.

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